I Colori di settembre 2019: cinque concerti tra l’epopea olivettiana e la Via Francigena

I colori di settembre: cinque concerti
tra l’epopea olivettiana e la Via Francigena

 

Sarà una serie di suggestioni in chiave canavesana, la terza edizione della rassegna musicale
I colori di settembre, organizzata dall’associazione Il Timbro a Ivrea e in quattro comuni
del circondario, nella prima metà di settembre. Si partirà da uno dei luoghi simbolo
dell’epopea olivettiana, il Salone dei 2000 di Ivrea, in via Jervis, per proseguire nel teatro
Bertagnolio di Chiaverano, un piccolo gioiello che a sua volta ha una storia particolare e
affascinante da raccontare, poi nel suggestivo Castello Basso di Burolo (XIII secolo) e
nella chiesa Parrocchiale di San Martino ad Albiano di Ivrea, per concludersi nella
Chiesa di Sant’Eusebio di Bollengo, posta sul tracciato della Via Francigena, percorso di
fede che rappresenta un altro fiore all’occhiello della terra canavesana.
«I colori di settembre rappresenta il veicolo attraverso il quale la nostra associazione –
spiega il maestro Stefano Musso, coordinatore della rassegna – persegue uno dei suoi
obiettivi: diffondere la musica “colta” anche presso un pubblico non abituato al suo ascolto e
favorirne la comprensione. Inoltre, puntiamo a far conoscere o valorizzare luoghi di grande
interesse storico e artistico del territorio e, non ultimo, favorire la conoscenza dei prodotti
agroalimentari canavesani, sicuramente un’altra preziosa peculiarità della nostra terra».

Tutti i concerti sono a ingresso gratuito

LA STAGIONE 2019
Cinque concerti in nove giorni: una vera e propria full immersion per un viaggio che si snoda
attraverso tre secoli di musica, da Bach a Nino Rota, sempre fedele a uno dei principi che
hanno guidato la rassegna nelle sue edizioni precedenti: privilegiare la qualità esecutiva,
affidando le esecuzioni a piccoli gruppi o solisti. Quest’anno saranno sul palco tre trii e due
coppie di artisti.
Location dei concerti saranno alcuni luoghi noti a chi ha seguito la rassegna nelle precedenti
edizioni, ma anche una prestigiosa novità: grazie alla collaborazione con Icona, il concerto di
apertura sarà ospitato dal Salone dei 2000 delle Officine ICO di Ivrea, uno dei luoghi simbolo
di quell’Ivrea industriale recentemente divenuta patrimonio UNESCO.
La rassegna si avvale del contributo della comunità collinare Unione della Serra (che
riunisce i Comuni di Albiano d’Ivrea, Bollengo, Burolo e Chiaverano), della Città di Ivrea,
della Fondazione CRT e del sostegno di ASIC e Fasti SpA; gli eventi sono realizzati grazie
alla collaborazione di Icona, Serazio e Negro pianoforti, Conservatorio Giuseppe Verdi di
Torino e Piatino Pianoforti.

IL PROGRAMMA

Sabato 7 settembre (ore 20.30)
Salone dei 2000 Officine ICO, via Jervis – Ivrea
Guillermo Pastrana (violoncello)-Stefano Musso (pianoforte)
Il programma scelto dall’inedito duo Pastrana-Musso si basa sui repertori di Ludwig van
Beethoven e Sergej Prokofiev. Del compositore tedesco verrà proposta la “Sonata per
pianoforte e violoncello op.102 n.1” del 1815, mentre la scelta della “Sonata in DO
Maggiore” di Prokofiev è tutt’altro che casuale: l’opera è stata ideata, scritta e pubblicata dal
compositore russo proprio negli anni in cui gli architetti Pollini e Figini progettavano la
geniale soluzione architettonica che oggi conosciamo come “terzo ampliamento del
complesso olivettiano”, ossia la sede del concerto.

Domenica 8 settembre (ore 18.00)
Teatro Bertagnolio, via del Teatro – Chiaverano
Made in Trio: Rute Fernandes (flauto), David Dias Silva (clarinetto), Sinforosa
Pretralia (pianoforte)
Un secolo e mezzo di musica raccolto nell’esibizione di questo eterogeneo trio siculoelvetico-canadese: si spazia dalla Tarantella di Camille Saint-Saëns, composta nel 1857,
per arrivare alla Techno Parade di Guillaume Connesson, scritta nel 2002. Un percorso che
comprende anche Claude Debussy (“Prélude a l’après-midi d’un faune”), Nino Rota (“Trio
per flauto, violino (clarinetto) e pianoforte” e Georges Bizet (Rhapsodie su temi dell’opera
“Carmen”).

Venerdì 13 settembre (ore 20.30)
Castello Basso, via Parrocchia 15 – Burolo
Fabiola Tedesco (violino)-Paolo Tedesco (violoncello)
La sala del Castello Basso di Burolo ospiterà un appuntamento speciale; i giovani fratelli
Tedesco (nemmeno quarant’ani in due) renderanno omaggio a due delle colonne portanti
della musica del Settecento, Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart, e a
Niccolò Paganini.
Di Bach verranno eseguiti l’adagio e la fuga dalla Prima sonata per violino e la Sesta suite
per violoncello, mentre del compositore salisburghese verrà proposto al pubblico il Duo in sol
maggiore KV 423. Un programma molto classico, pronto a essere sconvolto dall’esecuzione
del Capriccio n. 24 per violino di Paganini.

 

Sabato 14 settembre (ore 20.30)
Parrocchia di San Martino Vescovo, via XX settembre 1 – Albiano d’Ivrea
Trio Quodlibet: Mariechristine Lopez (violino), Virginia Luca (viola), Fabio Fausone
(violoncello)
Il Trio Quodlibet propone un viaggio nell’Europa della seconda metà del 1700, che spazia
dall’Italia alla Spagna, dalla Francia alla Germania e all’Austria: due compositori italiani, uno
residente a Madrid e l’altro a Parigi, e uno tedesco che vive a Vienna. Sono Ridolfo Luigi
Boccherini, Giuseppe Maria Gioacchino Cambini e Ludwig van Beethoven. In
comune hanno lo stile brillante e leggero, a tratti intervallato da momenti lirici tipico
dell’epoca. La stessa epoca in cui Francesco Martinez, pronipote dello Juvarra, edificava la
Chiesa di San Martino Vescovo ad Albiano d’Ivrea.

Il programma propone il Trio per archi op. 47, n. 3 di Boccherini, il Trio per archi op.33, n. 3
di Cambini e la Serenade op.8 di Beethoven.

Domenica 15 settembre (ore 18.00)
Chiesa di Sant’Eusebio Vescovo, via Angelo Ricca 57 – Bollengo
Trio Samar: Francesco Bagnasco (violino), Davide Maffolini (violoncello),
Francesco Maccarrone (pianoforte)
L’appuntamento conclusivo della rassegna, organizzato in collaborazione con il Conservatorio
“G. Verdi” di Torino, propone tre giovani talentuosi studenti del Conservatorio torinese, che
affronteranno due brani topici del repertorio per trio con pianoforte.
Il Trio Arciduca, dedicato da Ludwig van Beethoven a Rodolfo d’Asburgo, è uno dei più
importanti esempi cameristici della maturità compositiva del genio tedesco sia per la
grandezza della forma e del respiro musicale, sia per la varietà e l’inventiva che mostra
nell’utilizzo dei timbri dei tre diversi strumenti. A fare coppia con l’Arciduca è il Trio in do
minore op.101 di Johannes Brahms, caratterizzato proprio dal piglio energico e concreto di
ascendenza Beethoveniana.

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE IL TIMBRO
Direttore artistico: Stefano MUSSO
Ufficio stampa: Federico BONA
​​Contatti: press.iltimbro@gmail.com

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