On line “Primmavera” di Mario Russo gli antichi fasti della canzone napoletana su youtube

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Per comprendere il nostro presente è necessario conoscere il passato, la storia, e questo vale in tutti i campi, più che mai nella musica e Napoli, con i suoi talenti, il suo passato glorioso, le sue canzoni diventate immortali, ne è esempio lampante di quanto i fasti del passato possano essere ancora attuali e canzoni di un tempo andato siano ancora piacevolmente fruibili anche dalla nuove generazioni. Perchè la vera canzone napoletana, i veri successi restano scolpiti nella memoria storica di un popolo, pronti ad essere scoperti anche dai più giovani. Ed è per questo che  oggi parliamo di Mario Russo, un autentico talento napoletano che inizia la sua carriera artistica nel 1956. Ha avuto come primo maestro Aita, e successivamente il maestro Campanino lo preparò per la canzone ed infine il maestro Luigi Vinci che gli plasmò la voce, illimpidì gli accordi, potenziò il melodico, irrobustì il ritmo, e l’orientò verso i canoni della buona e fedele interpretazione, lanciandolo così alla notorietà ed al sicuro successo.

Una carriera brillante fatta di tante tappe che riassumiamo qui: nel 1957 prese parte alla trasmissione televisiva « Primo applauso » classificandosi secondo. Partecipò poi al concorso nazionale per cantanti di musica leggera bandito dalla RAI, e gli fu assegnata una borsa di studio di quattro mesi, per seguire un corso di perfezionamento presso gli studi della RAI di Torino sotto la guida del M. Piero Pavesio. Ottiene il consenso del grande pubblico partecipando alle trasmissioni «ARRIVEDERCI A NAPOLI» – « LA CANZONE DELLE CANZO­NI » – «VOCI DI NAPOLI» di Ettore De Mura, orchestra Vinci e partecipa inoltre anche a numerose trasmissioni radiofoniche fino ad approdare al Festival di Sanremo nel 1962.  Tutto ciò gli fa ottenere popolarità e apprezzamento soprattutto per la limpidezza della sua voce e la nobiltà interpretativa. Mario Russo, al di là del virtuosimo che pure la fa da padrona, ci mette cuore ed anima e questo lo accosta davvero ai grandi nomi del passato . Il suo canto sempre misurato, costantemente controllato, coscienzioso fino allo scrupolo si puo’ apprezzare nei  bellissimi brani  interpretati con cuore e talento come “Primmavera”; “Stella Forastiera”, “Inventiamo la vita” che partecipa a Sanremo del ‘62, “Bambina mia” e a “Chhiu bella si tu”.

 

 

 

 

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