Aparticle è Michele Bonifati e Giulio Stermieri con Ermanno Baron e Cristiano Arcelli

Aparticle è Michele Bonifati e Giulio Stermieri con Ermanno Baron e Cristiano Arcelli.

Si tratta di una band dalla matrice fortemente elettrica, con la presenza di chitarra, Rhodes ed Hammond, propone una sintesi personale di jazz, rock ed improvvisazione.

Dopo un anno di lavoro il 15 marzo (in digitale) ed il 23 marzo (in cd) Aparticle pubblica Bulbs per la intraprendente etichetta milanese UR Records. Bulbs è un disco costituito interamente da materiale originale (scritto a quattro mani da Bonifati e Stermieri) che alterna momenti di grande rigore a spazi di grande libertà improvvisativa, groove, astrazione e slancio lirico.

Bulbs nasce da una riflessione sul rapporto tra materiali e forma. L’intenzione della band è stata quella di realizzare un contesto scritto sufficientemente definito ma altrettanto aperto per permettere di improvvisare (quando possibile) anche la forma. La caratteristica musicale prevalente è una certa qualità esplorativa nel procedere; c’è

sicuramente anche una ricerca timbrica che però sottostà al primato del parametro ritmico che del loro amore per il jazz è il tratto che maggiormente si può avvertire in questo lavoro.

L’importanza che assume il tempo presente tanto nella composizione quanto nell’organizzazione delle interazioni caratterizza Aparticle come un’improvising band.

Rispetto ad un’idea di eclettismo, di unire elementi volutamente distanti tra loro, ci sembra che in Aparticle il processo di scelta e sviluppo dei materiali segua percorsi naturali e si riesca a far prevalere la coerenza interna rispetto alla varietà degli spunti Bulbs verrà presentato dal vivo nelle seguenti date:

24 marzo, “Scintille di Jazz”, Bergamo Jazz, Indisparte

25 marzo, “Cotton Club” Modena

6 aprile, “Polveriera Reggio” Emilia

https://open.spotify.com/album/2jh9KPBjX70ECBw5YAyvpy?si=-9_oBDrRRwCFTJNau4qaNQ

www.facebook.com/michele.bonifati

www.facebook.com/giulio.stermieri

www.urrecords.com

Cristiano Arcelli (1976) è sassofonista, compositore e arrangiatore.

Ha composto per l’Italian Jazz Orchestra, l’Orchestra Bruno Maderna, Orchestra da Camera di Mantova, la Bangkok Symphony Orchestra. Ha inciso in qualità di band leader: Almost Romantic (encore Jazz 2017), Solaris (Encore Jazz 2015), Brooks (Auand 2013),Urban Take (Radar – Egea 2009), Bestiario (Radar – Egea 2006), Ricercando (Wide Sound 2002) e Di Terra (Wide Sound 2001).

Suoi sono gli arrangiamenti di Pane e tempesta Il museo dell’innocenza (Paolo Damiani), La donna di cristallo (Cristina Zavalloni),Radar Band plays Nino Rota Da Istanbul a Napoli (Cartagena Music Festival).

Ha ricevuto varie commissioni come compositore: Diario del ritorno, Al Cielo (Corciano Festival), Sera d’autunno (Trento Jazz),Traffic (Bright Bells Trumpets Quartet).

Ha suonato e/o registrato con Enrico Rava, Joe Chambers, Paolo Damiani, Cristina Zavalloni, Dafins Prieto, Paul McCandless, Cyro Baptista, Danilo Rea, Gabriele Mirabassi, Pietro Tonolo, Nguyen Lè, Stefano Battaglia. Si è esibito a Umbria Jazz, Bologna Jazz Festival, Torino Jazz Festival, Jazz at Lincoln Center (NY), Cartagena Music Festival, Casa del Jazz, Una Striscia di Terra Feconda, European Jazz Expo, Maison de la culture de Grenoble, New Morning (Paris), Saalfelden Jazz Festival, Beijing Internationl Jazz Festival, Amiens, Teatro Regio (Torino), Auditorium Parco della Musica (Roma)

 

Michele Bonifati, classe 1989, si è diplomato con lode in “Discipline Musicali Jazz” presso il Biennio del Conservatorio “Arrigo Boito”di Parma sotto la guida del M° V. Mingiardi dopo aver svolto il Triennio di primo livello in “Jazz e Musiche Improvvisate” presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrarra.

Negli anni ha studiato, frequentando masterlass e workshop (tra cui Siena Jazz 2012 e il laboratorio annuale di Stefano Battaglia 2014/2015), con musicisti come: Steve Cardenas, Kurt Rosenwinkel, Lionel Loueke, Stefano Battaglia, Roberto Cecchetto, Paolino Dalla Porta, Claudio Fasoli, Cameron Brown, Ferenc Nemeth, Gianluigi Trovesi, Giancarlo Schiaffini e molti altri.

Ha sperimentato diverse formazioni in contesti che spaziano dalla musica improvvisata, al jazzrock, al jazz più tradizionale dedicandosi anche alla scrittura di brani originali per diverse formazioni.

Si è esibito all’interno di rassegne come: Parma Frontiere, JAZZ(s)RA Festival (Annecy, Francia), Bergamo Jazz Festival, Viterbo JazzUp Festival, Festival Verdi di Parma, Clusone Jazz Festival, Festival della Fiaba, Ah Um Jazz Festival, Modena JazzFestival.

Nel mese di ottobre 2016 è uscito, per A Simple Lunch, il suo primo disco in solo, “A Different Kind of Bob Dylan”, lavoro strumentale su musiche di Bob Dylan.

È co-leader del collettivo Clock’s Pointer Dance (Paolo Malacarne, Andrea “Jimmy” Catagnoli, Andrea Baronchelli, Michele Bonifati, Filippo Sala) che nel giugno 2017 ha pubblicato il suo primo omonimo disco per UR Records.

È inoltre membro del quartetto di Andrea Baronchelli A.B.Normal 4tet assieme a Danilo Gallo e Alessandro Rossi.

 

Giulio Stermieri, classe 1988, votato tra i migliori tastieristi italiani agli ultimi Jazzit Awards, laureato con lode presso il Conservatorio di Parma con Alberto Tacchini, studia con Paolo Birro presso il Conservatorio di Vicenza.

Dal 2011 al 2014 è attivo con la band jazz-rock Foursome, con cui pubblica due album di sue composizioni.

Dal 2013 al 2017 suona Hammond e pianoforte negli Assassins di Francesco Cusa, registrando tre album ed esibendosi in Italia, Slovenia, Francia e Olanda.

Dal 2015 guida lo Stopping Trio a suo nome, con Giacomo Marzi ed Andrea Burani, pubblicando nel 2017 l’album omonimo. Cristiano Arcelli, Massimiliano Milesi e Andrea Baronchelli completano lo Stopping Sextet.

Altri progetti di rilievo sono il duo Mizar, con il trombettista Flavio Zanuttini, ed il trio Bred, con Federico Negri e Martino De Franceschi.

Tra le formazioni ora più attive in cui è sideman, il quartetto Rust di Luca Dalpozzo, con Matteo Sabattini e Marco Frattini, e il trio The Storytellers di Paolo Bacchetta, con Zeno De Rossi.

 

Ermanno Baron

Musicista di formazione artistica articolata, Ermanno Baron (1977) unisce la freschezza e la creatività del jazz, con la sensibilità delle sperimentazioni nell’improvvisazione elettroacustica contemporanea.

La sua voce personale sullo strumento, lo porta a svolgere un intensa attività concertistica nazionale ed internazionale: Smalls, Blue Note, Barbes, Fat Cat (New York), Jazz and World music festival (Zimbabwe), Jazz-Pt (Portugal), Tremplin Jazz Avignon (France), 12 Points (Ireland), Ankara Caz (Turkey), Visual Jazz, Roma Jazz Fest, Young Jazz in Town, Casa Del Jazz, Crossroads, Auditorium Parco Della Musica, Pescara Jazz, Internet Festival, Bari Expo, Atina Jazz, Gezziamoci, Veneto Jazz, Sudtirol Jazz Fest, Vicenza Jazz (Italia).

Tra le collaborazioni: Antonello Salis, Frank Tiberi, Marcello Allulli, David Binney, Ada Montellanico, Gianni Gebbia, Giovanni Falzone, Francesco Bearzatti, Shane Endsley, Ohad Talmor, Roberto Bellatalla, Brad Shepik, Fabrizio Bosso, Francesco Diodati, Nicola Guazzaloca, Francesco

Bigoni, Carlo Conti, Francesco Negro, Giancarlo Schiaffini, Enrico Zanisi, Gianni Trovalusci, Marco Bonini, Marco Colonna, Henry Cook, Ludovica Manzo, Silvia Bolognesi, Achille Succi, Danilo Gallo, Luca Venitucci, Beppe Scardino, Elio Martusciello, Dan Kinzelman, Javier Moreno Sanchez, Alipio Carvalho Neto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...